IL CALCIO ARGENTINO : PERCHE’ ?


IL CALCIO ARGENTINO. PERCHE’ ?

Molti dei miei tanti amici calciofili mi chiedono tutti la stessa cosa; ma perché Remo un blog sul calcio argentino ?

Effettivamente può risultare strano visto che sono cresciuto a pane e calcio britannico fin dal lontanissimo (ahimé ) 1979 e dalla quella strepitosa finale di FA CUP tra l’Arsenal e il Manchester Utd. che mi fece innamorare spassionatamente di quel calcio fisico, senza troppi calcoli e alchimie tattiche ma così intenso e spettacolare.

Ancora più strano il fatto che quasi 20 anni dopo (esattamente il 1996) mentre mi guardavo l’ennesima vhs di calcio inglese che gli amici in terra d’Albione mi spedivano regolarmente mi innamorai dell’avversario dell’Aston Villa in quella gara di Coppa Uefa … l’Athletic Bilbao che ancora oggi è la MIA squadra del cuore.

Ma forse per quel rigetto che ho da sempre per tutto quello che diventa troppo “trendy” (sia che si parli di calcio, ciclismo, musica o cinema che sono ALCUNE delle mie altre passioni) ho iniziato a guardare altrove, fuori dal mondo SKY per intenderci per cercare di conoscere e capire altre realtà. E in questo peregrinare ho finalmente incontrato LA FONTE, l’ISPIRAZIONE e la PASSIONE che nel calcio globalizzato, fatto di merchandising, immagine e denaro, era un po’ venuta a mancare.

Il calcio ARGENTINO è diverso da tutti gli altri.

Per tanti motivi. Il primo fra questi è per la PASSIONE VISCERALE con cui è vissuto dal popolo argentino. Una passione che spesso và anche oltre i limiti dell’affetto sportivo, che trascende per scatenarsi in violenza bieca e molto spesso gratuita, ma che rimane comunque unica nel suo genere. E’ pressoché impossibile trovare un argentino che ti dica “no, non tifo per nessuno e non amo il calcio”. Un amico che vive da quelle parti e con cui sono in contatto spesso (tifoso del Rosario Central) mi dice spesso “noi argentini abbiamo il mondo che ruota intorno a 4 cose : IL CALCIO, LE DONNE, IL VINO E L’ASADO. … e intendo proprio in quest’ordine !

La crisi economica globale non ha certo risparmiato l’Argentina … anzi. I guai iniziarono alla fine degli anni ’90 e solo nel 2002 (pochi anni prima della crisi “globale”) il PIL ricominciò a crescere. Ma gli stadi non si sono mai svuotati, tutt’altro. E’ frequentissimo vedere ancora oggi stati gremiti “in ogni ordine di posti”. Senza contare altri aspetti assolutamente importanti: in Argentina ci sono qualcosa come 20 stadi con una capienza superiore ai 30.000 posti. Inoltre praticamente tutte le partite del campionato argentino e della Copa sono trasmesse in chiaro dalla televisione di stato, il che in tanti Paesi, vedi l’Italia che oltre tutto paga per vederle su SKY e MEDIASET, ha allontanato tantissimi appassionati dagli stadi.

Ma l’aspetto a mio parere più intrigante è quello prettamente calcistico. Le squadre argentine ogni anno subiscono una autentica razzia di talenti da parte di praticamente OGNI altro campionato del globo terrestre. Oltre ai principali e più conosciuti campionati che vedono una presenza massiccia di giocatori argentini (Spagna, Inghilterra, Italia soprattutto) ci sono campionati di uguale o minor livello assoluto che attingono a piene mani dal campionato argentino: quelli Brasiliano, Messicano, Paraguayano, del Nord America ma anche in Qatar, Cina ed Emirati Arabi ! Nessuno si è stupito più di tanto di vedere il giovanissimo e promettente rifinitore del River Plate Manuel Lanzini finire quest’anno dai Millionarios al team Al-Jazira negli Emirati Arabi !

Eppure, ed è proprio questa secondo me la bellezza assoluta del calcio argentino, tutte le stagioni, pur dovendo magari cambiare 5-6 o 7 undicesimi della squadra titolare le squadre argentine, come la proverbiale Araba Fenice, rinascono ogni volta dalle loro ceneri e scoprono ogni anno nuovi talenti dai ricchissimi settori giovanili.

Ma c’è un altro aspetto assolutamente intrigante che rende UNICO il campionato argentino; anche proprio per quanto detto sopra. Il rinnovamento “obbligato” delle rose in ogni stagione trasforma il campionato in una autentica lotteria, dove chi aveva il predominio nel torneo inicial o nella stagione precedente diventa improvvisamente una squadra di metà o bassa classifica nel campionato successivo ! Questo trasforma ogni partita in una potenziale sorpresa, senza praticamente nessun risultato scontato e spesso e volentieri i pronostici di inizio stagione diventano assolutamente ribaltati dalla realtà. Pensiamo ad esempio proprio al River Plate capace di retrocedere al termine della stagione 2010-2011, risalire la stagione successiva e vincere il titolo nella scorsa stagione ! Oppure pensiamo all’Arsenal de Sarandi, una delle squadre con meno storia del calcio argentino (fondata nel 1957 dai fratelli Grondona, tra cui il celeberrimo Julio, Presidente della Federazione Argentina per oltre 30 anni e deceduto nel luglio di quest’anno) capace di vincere il titolo nel 2012, la Copa Argentina nel 2013 ed in questa stagione navigare in posizioni di bassa classifica.

Per finire, l’ultima grande differenza che fa si che il campionato argentino sia riuscito miracolosamente a conservare la sua unicità in un calcio sempre più uguale a se stesso ad ogni latitudine; la sua splendida anarchia tattica ! Non si vedono 11 “soldatini” eseguire movimenti a memoria, giocare con diagonali perfetti o ripartenze organizzate e metodiche. Non si vedono solo squadre che giocano a due tocchi, possesso palla esasperato e noia mortale. Non si vedono i 4-2-3-1 o il 4-3-3 ormai di regola in quasi tutti i campionati “trendy”. In Argentina si può vedere il difensore centrale o il famoso “5” (vecchio centromediano metodista di tempi andati) provare ad uscire in dribbling dalla propria area o nei pressi della stessa, il trequartista che gioca dietro a 2 PUNTE che 9 volte su 10 invece della giocata “facile” cerca invece quella più spettacolare e complicata, un cagno o una rabona quando magari ha un compagno libero a fianco. Si vedono anche palle lunghe verso la punta centrale, si vedono gli stoppers di una volta picchiare come fabbri ferrai con un arbitro indulgente che lascia fluire il gioco come e più che in Inghilterra. E si vedono squadre giocare con ali vere incollate alla linea laterale, si vedono schemi di gioco avventurosi e da noi quasi dimenticati (il 3-4-3 degli anni ’90 in Italia) o, come il Banfield di Matias Almeyda che gioca con tre attaccanti puri e un trequartista appena dietro di loro. Poi si vedono dei 3 a 3 con magari 20 palle gol create e difese in bambola o sofferti, combattuti e magari bruttini 0 a 0 come accadeva spesso da noi negli anni’ 60 o 70 (e che il grande Gianni Brera amava definire il risultato “perfetto”)

Insomma, la speranza è proprio quella di incuriosire qualcuno ad avvicinarsi a questo calcio così particolare e spettacolare nella sua anarchia, nella sua diversità e nel suo rifiuto di adeguarsi ai dettami delle tv a pagamento, del calcio globalizzato da schemi e modelli di gioco e perfino dalla formula del campionato (in Argentina si giocano due campionati distinti, l’Inicial e il Final ex-Apertura e Clausura) con due distinti vincitori per ogni stagione mentre dal prossimo anno il campionato sarà addirittura a 30 squadre con partite di sola andata tranne i vari DERBIES che si giocheranno invece 2 volte !

Grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnato fin qui nella lettura e buon calcio argentino a tutti !

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3 pensieri su “IL CALCIO ARGENTINO : PERCHE’ ?

  1. leopoldo luque ha detto:

    ciao ,mi presento . . mi chiamo andrea e come lei sono un grande appassionato di calcio argentino . mi permetto di segnalarle un nome EL TRINCHE … dimenticato ,ahime giocatore
    del passato a cui noi modestamente abbiamo dedicato un piccolo campionato di subbuteo chiamato METROPOLITANO 81 … complimenti per gli articoli ,veramente coinvolgenti.
    ecco un piccolo antipasto…..
    lhttp://youtu.be/6-mQwhX4Jis

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  2. leopoldo luque ha detto:

    http://blog.futbologia.org/2012/06/el-trinche-la-leggenda-di-tomas-felipe-carlovich/
    chiedo a tutti gli appassionati di rendere omaggio a questo calciatore … non è Riquelme ma merita una menzione nel pantheon dei grandi giocatori argentini
    .la ricchezza UMANA del calcio argentino è ,credo ,al primo posto al mondo.
    amore ,odio , violenza ,eroismo … si mescolano indissolubilmente ….. quante storie da disseppellire
    … i campioni… i migranti …chi non ce l ha fatta …
    ci aspetta un grande lavoro . siamo pronti !!!!

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  3. Francesco Cielo ha detto:

    Vamos Argentina……di meglio nel calcio non esiste!!!!! Se ne facciano una ragione brasiliani,tedeschi,spagnoli e gli italiani sbruffoni…..solo gli arcirivali dell’Uruguay possono competere…..la loro cultura per il calcio è ineguagliabile con tutti i suoi eccessi e qui solo l’Inghilterra può avvicinarli,per il resto non c’è nè per nessuno per quanto si sforzino i mass media locali italiani e non ad esasperare tutto per farci credere che il calcio sia solo nostro,propaganda becera per colmare una vera mancanza di passione e cultura del calcio continentale e italiano in particolare!!!!

    ciao Francesco

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