IL CAMPIONE DEL PASSATO : HECTOR YAZALDE


HECTOR YAZALDE

E’ un nome che a pochissimi dirà qualcosa … e allora partirò dai numeri ! 384 partite ufficiali giocate in carriera e 252 gol. Scarpa d’oro nel 1974 con 46 reti in 30 partite. (l’unico argentino oltre a Leo Messi ad aver vinto questo trofeo).

Questi sono solo alcuni dei numeri di uno dei più grandi attaccanti argentini di sempre, che non ha avuto la notorietà internazionale che sicuramente avrebbe meritato essenzialmente per due motivi; il primo è perché non ha mai giocato in Europa in squadre di primissimo livello e in secondo luogo perché nei suoi anni migliori (tra il 1967 e il 1975) la Nazionale argentina era tutt’altro che irresistibile a livello internazionale.

Yazalde nasce il 29 maggio del 1946 in un barrio di Buenos Aires popolarissimo per avere dato i natali al grande Diego Maradona, quello di Villa Fiorito.

Gli anni dell’infanzia “Chirola” (questo il suo soprannome, legato ad una infanzia poverissima) non sono facili. La famiglia di Hector vive praticamente in miseria, non ha neppure i soldi per i libri di scuola e ben presto la scuola la deve lasciare per iniziare, fin da ragazzino, a lavorare. Prima vende giornali per strada, poi lavora in un negozio di frutta e verdura e poi vende gelati.

Ma la sua grande passione è il calcio, è un hincha sfegatato del Boca, di cui ammira le gesta dei vari Rattin (capitano dell’Argentina nel 1966 al mondiale inglese) o di Roma e Valentim.

Prova con diverse squadre, ma senza successo. La svolta arriva quasi per caso, come succede spesso anche nella vita dei più grandi: un giorno accompagna un amico ad un allenamento di una piccola squadra di quartiere, il “Pirana”. Vede giocare l’amico, chiede se qualcuno ha un paio di scarpette e di pantaloncini da prestargli … li trova e alla fine della sessione di allenamento gli viene immediatamente fatto firmare il contratto ! La squadra gioca in pratica nella 4a divisione argentina ma le caterve di gol segnate dal “Chirola” ben presto attirano l’attenzione di diversi “addetti ai lavori”. Il più lungimirante di tutti è “un certo” Julio Grondona, (presidente della Federazione Argentina per oltre 40 anni, deceduto nel luglio di quest’anno) che consiglia vivamente il giovane attaccante al Presidente dell’Independiente Carlos Radrizzani. Questi lo va a vedere giocare in un torneo notturno e anche qui la decisione è istantanea: Yazalde diventa così un giocatore del “Rojos”. Quando arriva al Club e lo vedono in borghese quasi si spaventano; Hector è alto 178 cm ma pesa poco più di 60 kg. “Quando soffiano cade” dicevano allora in tanti. Parte dalla squadra riserve ma è troppo forte per rimanere li a lungo e infatti nel 1967 Hector è già titolare indiscusso della formazione dei “Rossi” di Avellaneda che proprio nel 1967 conquisteranno il titolo nazionale. Il suo primo gol ufficiale lo segna alla 3a di campionato contro il Platense. Yazalde ha 21 anni, gioca già nelle giovanili della nazionale argentina, continua a segnare con grande frequenza, rivince il campionato argentino la stagione successiva (e con i soldi guadagnati si compra un appartamento in centro a Buenos Aires e da una grossa mano ai genitori e ai 7 fratelli). Arriva così, nel 1969. la prima partita nella Nazionale argentina. Saranno solo 10 in totale con la maglia biancoceleste, con solo 2 gol, quelli che vedrete nel video.

Ma con i gol, tanti e spesso di buona fattura, arrivano le sirene dei grandi clubs. Hector è un giocatore intelligente, che sa muoversi tra le linee e partendo dalla posizione di centravanti classico sa svariare su tutto il fronte di attacco, riuscendo spesso a liberare il suo micidiale tiro. Quando decide di lasciare l’Independiente dopo 72 gol in 110 partite questi sono solo alcuni dei teams che bussarono alla porta dei Rossi di Avellaneda; Santos e Palmeiras (forse le due più forti squadre brasiliane del periodo, nei bianchi di San Paolo con il n° 10 giocava un certo Pelè) il Valencia in Spagna, il Lione in Francia, il Nacional de Montevideo e il club amato da Yazalde fin dall’infanzia, il Boca Juniors. Ma alla fine si decide per lo Sporting Lisbona, nome importante in un periodo dove il calcio portoghese era ancora ad altissimo livello. L’impatto con i biancoverdi lusitani fu ottimo fin dall’inizio ma fu nella stagione 1973-1974 che Yazalde mostrò per intero il suo incredibile valore; 46 gol in 30 partite e il trionfo nella “Scarpa d’Oro”. Record per i tempi e come detto primo argentino a vincere questo importantissimo riconoscimento. Con il trofeo arriva anche una lussuosa automobile come premio ma Hector non ci pensa due volte; vende l’auto e divide il ricavato con tutti i compagni di squadra … “senza di loro non avrei mai potuto segnare tutti quei gol” dirà. Al termine di quella stagione lo attendono i mondiali in Germania e Yazalde è il bomber indiscusso della Nazionale argentina e a al suo fianco in attacco gioca un giovanissimo Mario Kempes. Hector però ci arriva con diversi guai fisici (una caviglia capricciosa in primis) e pur giocando un buon mondiale non mantiene totalmente fede alle attese. Gioca un’altra stagione con lo Sporting chiudendo la sua carriera portoghese con uno score impressionante; 104 presenze 104 gol ! Per lui arrivano i franchi dell’Olympique Marsiglia e nel 1975 si trasferisce nel sud della Francia, seguito dalla bellissima moglie, l’attrice e modella Carmen de Deus, star assoluta della televisione portoghese. In Francia “el chirola” gioca un’altra ottima stagione (23 gol in 43 partite) ma la nostalgia della sua amata argentina è fortissima … firma per i “leprosos” del Newell’s dove gioca per 4 stagioni confermando tutta la sua classe e la sua fama di grande goleador. Si ritira nel 1981 a 35 anni e ben presto per lui inizia una terribile parabola discendente, fatta soprattutto di alcol e tanta, tanta solitudine. El Chirola morirà a soli 51 anni per una emorragia interna dovuta ad una cirrosi in stato ormai irreversibile. E, per chi scrive, una grandissima tristezza visto che Hector Yazalde, insieme al brasiliano Leivinha e al cileno Caszely furono i miei primi grandissimi idoli nel primo mondiale che ricordo con una certa “lucidità” … quello di Germania del 1974 dove erano i bomber di Argentina, Brasile e Cile e per me, folle innamorato del calcio sudamericano, autentici punti di riferimento, sia nel campo di calcio con gli amici di Neviano Arduini sia sul panno verde dell’adorato Subbuteo.

 

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